Caviglia, l’importanza di una buona mobilità

Chi garantisce la stabilità della caviglia?
La stabilità PASSIVA della caviglia è garantita da un complesso sistema di legamenti. La stabilità DINAMICA della caviglia è garantita dalla muscolatura.
La caviglia, per la sua struttura, risulta maggiormente stabile durante una flessione DORSALE (camminando ad esempio sui talloni) piuttosto che in flessione PLANTARE (camminando ad esempio sulle punte).
Esattamente per questo motivo, la maggior parte degli infortuni avviene quando il piede è in posizione neutra o con la punta verso il basso.
Cosa comporta un infortunio alla caviglia?
Si tratta di una delle articolazioni maggiormente soggette ad infortunio, soprattutto nel mondo sportivo.
Un trauma distorsivo può tranquillamente interessare l’articolazione per un periodo di tempo che varia dalla settimana al mese, a seconda della gravità della lesione.
Spesso ha una risoluzione spontanea e per questo si tende, purtroppo, a SOTTOSTIMARE la necessità di ricorrere ad un fisioterapista.
Si è soliti basarsi semplicemente sulla sensazione del dolore per capire se si è recuperato o meno dall’infortunio. SBAGLIATO!
Ci sono conseguenze del trauma che invece sono meno evidenti ma tali da rendere l’articolazione suscettibile a nuovi infortuni:
- Ridotta mobilità articolare
L’articolazione risulta essere più rigida in tutti i piani di movimento. - Aumentato stress sull’articolazione
La rigidità determina un’usura solo su una ristretta porzione della cartilagine articolare, velocizzando l’insorgenza di artrosi sintomatica. - Ridotta capacità nell’assorbire urti
Per esempio, durante la corsa o atterrando da un salto, la caviglia, non avendo a disposizione tutti i gradi di movimento liberi, non sarà in grado di distribuire su tutta la superficie articolare la forza dell’urto. Il rischio sarà quello di lesionare la cartilagine o creare fratture da stress. - Ridotto equilibrio e propriocezione
La rigidità determina una ridotta funzionalità dei recettori che informano il cervello su cosa succede in quella zona e, di conseguenza, il lavoro dei muscoli risulterà insufficiente a controllare la stabilità articolare, ritrovandoci con una caviglia instabile e facilmente soggetta ad infortuni.
Perché è importante mantenere una buona mobilità della caviglia?
Una riduzione di FLESSIONE DORSALE, per esempio, oltre ad aumentare il rischio di infortunarsi nuovamente, può portare a sviluppare un dolore anteriore al ginocchio o modificare i tempi di attivazione muscolare all’anca causandone una possibile sintomatologia dolorosa.
La caviglia è un complesso sistema articolare, muscolare e recettoriale all’interno del quale tutte le componenti devono funzionare perfettamente.
Deve infatti costantemente garantire e assicurare il mantenimento dell’equilibrio del corpo in tutte le situazioni di movimento.
Cosa fare nelle prime 24h successive al trauma?
In questa fase è necessario focalizzarsi sul prevenire un’eccessiva infiammazione e supportare i processi fisiologici di guarigione.
Risulterà necessario dunque:
- Proteggere la zona della lesione
- Riposo dall’attività
- Applicare ghiaccio (vedi più in basso)
- Comprimere se necessario
- Mantenere la parte sollevata (magari con dei cuscini)
L’applicazione del ghiaccio è consigliato farla in maniera intermittente (10 minuti con, 10 minuti senza, 10 minuti con, preferibilmente ogni 2 ore) e mai a contatto diretto con la pelle, meglio se avvolto in un panno.
Successivamente alle 24h dal trauma, cosa fare?
In questa fase successiva bisogna evitare, laddove sia possibile, l’assoluta immobilizzazione e iniziare assieme ad un fisioterapista la mobilizzazione articolare.
L’immobilità prolungata, infatti, spesso e volentieri risulta essere la responsabile dell’allungamento dei tempi di recupero post infortunio.
Impedisce all’articolazione di ricevere e indirizzare correttamente al cervello le informazioni sensoriali provenienti dall’ambiente circostante durante i movimenti.
La mobilizzazione invece garantisce un effetto positivo e duraturo sulla biomeccanica del movimento, anche delle articolazioni vicine.
Conclusioni
Soprattutto tra gli sportivi (sia professionisti che non), un infortunio alla caviglia, se non trattato adeguatamente, ha un’alta percentuale di possibilità di creare recidive.
Non è possibile fare solo riferimento alla sintomatologia dolorosa per capire se si è in grado o meno di riprendere l’attività agonistica, è necessaria una completa valutazione di tutte le funzionalità.
Sei stanco di infortunarti continuativamente alle caviglie e perdere giorni di allenamento? Contattami per una valutazione completa.